Il produttore
La famiglia Radikon vive a Oslavia, sulle colline del Collio goriziano, al confine con la Slovenia. Stanko Radikon imbottiglia la prima annata nel 1980 e nel 1995 riscopre la macerazione sulle bucce, diventando uno dei padri dei grandi vini macerati. Dal 2002 i suoi vini non ricevono più solforosa aggiunta. Per farli invecchiare al meglio, Stanko progetta un tappo più stretto e sceglie i formati da litro e da mezzo litro, diventati il simbolo della cantina. Dopo la sua scomparsa nel 2016, l’azienda è guidata dal figlio Saša insieme alla famiglia.
Il vino
L’Oslavje nasce nel 1992 come uvaggio di Chardonnay, Sauvignon e Pinot Grigio e prende il nome dal paese di Oslavia in sloveno. Dal 1997 viene macerato come la Ribolla. Le uve vengono da circa quattro ettari sulla ponca, con viti di una trentina d’anni e rese basse. Dopo una lunga macerazione sulle bucce in tini di rovere aperti, il vino matura tre anni in grandi botti e almeno un anno in bottiglia prima di uscire. Se ne producono circa 7.500 bottiglie. È un bianco capace di unire gli opposti: tensione e volume, freschezza e materia, eleganza e opulenza.
Note di degustazione
Vista: ambrato con riflessi ramati, vivo e leggermente velato, com’è naturale per un vino non filtrato.
Naso: intenso e stratificato, con albicocca disidratata, scorza d’arancia candita, fiori gialli, miele ed erbe aromatiche, su un fondo speziato.
Bocca: piena e materica, sostenuta da una bella tensione acida e da una sapidità che allunga il sorso. Il tannino è fine e il finale lunghissimo. È un vino già pronto, con ancora molti anni davanti.
Abbinamenti
Arrosto di vitello, faraona al forno, risotto ai funghi porcini, formaggi a media stagionatura.
Servizio
14–16 °C, in un calice ampio.