Ferrari – Giulio Ferrari Rosè 2010 ( Astucciato )

€269.00

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Descrizione

Annata: 2010
Denominazione: Trento DOC
Vitigni: Pinot Nero 80%, Chardonnay 20%
Alcol: 12,5%
Formato: 0,75 l con astuccio
Tipologia: Spumante Metodo Classico Rosé Brut Riserva
Vinificazione e Affinamento: Rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico, oltre 12 anni di sosta sui lieviti
Abbinamenti: Crostacei, tartare di pesce, risotti di mare, salmone, carni bianche delicate, formaggi stagionati

L’annata
Il 2010 in Trentino è stato un anno piovoso ma senza eccessi di temperatura. Le piogge di agosto e il clima più asciutto arrivato a metà settembre hanno favorito la maturazione. Le uve sono arrivate in cantina con un’acidità eccellente e una bella complessità aromatica, le basi ideali per un lungo affinamento.

Il vino
È la quinta annata del Giulio Ferrari Rosé, la versione in rosa della Riserva del Fondatore, prodotta in pochissime bottiglie e solo nelle annate migliori. Unisce i due vitigni simbolo della spumantistica trentina: lo Chardonnay porta finezza, il Pinot Nero di montagna carattere e fascino. Le uve vengono dai vigneti della famiglia Lunelli sulle colline intorno a Trento. Dopo la rifermentazione in bottiglia, il vino riposa sui lieviti per oltre dodici anni.

Note di degustazione
Vista: rosa salmone con riflessi ramati, appena più intensi per il tempo trascorso in bottiglia. Perlage finissimo e persistente.
Naso: profondo e stratificato. Si aprono rosa canina e orchidea di vaniglia, poi melograno, fragoline di bosco e ribes rosso. Chiude su note più evolute di mandorla caramellata.
Bocca: fresca e insieme ricca, con una spalla acida ancora vivissima. Dopo tanti anni sui lieviti resta integro e in gran forma, profondo e di lunghissima persistenza.

Abbinamenti
Ideale con crostacei al vapore, tartare di pesce, risotti di mare o alle verdure e salmone. Si apprezza anche con carni bianche delicate e formaggi stagionati, e da solo come vino da meditazione.

Servizio
Servire a 10–12 °C in un calice ampio da bianco, non in una flûte stretta. A nostro gusto conviene lasciarlo qualche minuto nel calice prima dell’assaggio, così i profumi terziari si aprono del tutto.