Il produttore
Le radici della famiglia Pasetti affondano nell’epoca borbonica, quando Silvestro Pasetti, trisavolo dell’attuale titolare Mimmo, acquistò terreni a Francavilla al Mare dal Marchese Farina e li piantò a vigna. Dopo la fillossera la famiglia riprese l’attività come produttrice e commerciante di uve, per poi iniziare a vinificarle negli anni Cinquanta. Negli anni Sessanta nonno Franco aprì uno dei primi punti vendita diretti a chilometro zero. La vera svolta arrivò con la scelta di portare la viticoltura in montagna, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, tra Pescosansonesco e Capestrano. Oggi i vigneti si estendono per circa 60 ettari tra forti escursioni termiche, vento costante e suoli che vanno dall’argilloso-calcareo al ciottoloso-sabbioso. Si coltivano solo vitigni autoctoni: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino e Passerina. Mimmo guida l’azienda con i tre figli: Francesca Rachele segue l’amministrazione, Massimo l’export e Davide, enologo, la produzione. I vini sono certificati SQNPI per la produzione integrata e l’azienda è in conversione al biologico. Il motto di famiglia riassume bene la filosofia: il vino non è una scienza esatta, ma un’esperienza di vita.
Il vino
Testarossa è la linea storica di Pasetti, la prima creata dall’azienda e quella che meglio ne racconta il legame con la tradizione e la storia di famiglia. Il nome è un omaggio alla bellezza delle donne di casa Pasetti, dai capelli rossi. Il Montepulciano Riserva nasce a Pescosansonesco, a 550 metri di altitudine, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Le vigne, esposte a nord-est, hanno un’età media di circa 40 anni e crescono su un terreno franco-argilloso-calcareo ricco di sostanza organica, con estati secche e ben ventilate che favoriscono una maturazione lenta e graduale. La vendemmia è manuale, in piccole cassette, tra la metà e la fine di ottobre. Le uve macerano e fermentano in acciaio per 8–10 giorni a temperatura controllata, poi svolgono la malolattica spontanea. Dopo una sosta in vasche di cemento, il vino affina 24 mesi in barrique di rovere francese di secondo e terzo passaggio: legni non nuovi, che aggiungono complessità senza coprire il frutto. Chiude il percorso un ulteriore affinamento in bottiglia.
Note di degustazione
Vista: rosso rubino profondo, intenso e vivace.
Naso: ricco e avvolgente, con prugna e amarena mature, viola appassita e sottobosco. Con l’ossigenazione emergono note balsamiche di eucalipto, liquirizia, cioccolato fondente e tabacco.
Bocca: calda e robusta, di struttura importante. I tannini sono ben presenti ma eleganti e setosi, sostenuti da una bella freschezza. Il finale è lungo e persistente.
Abbinamenti
Ideale con brasati, spezzatini e cacciagione, o con una bistecca al sangue di taglio importante. Ottimo anche con formaggi stagionati come un pecorino abruzzese o un Parmigiano Reggiano.
Servizio
Servire a 16–18 °C in un calice ampio da rossi strutturati. Secondo me conviene aprirlo un po’ prima, o concedergli una leggera decantazione.