SRC Crasà – WAW Come Prima 2018

€33.00

6 disponibili

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Descrizione

Annata: 2018
Denominazione: Vino da tavola / Terre Siciliane
Vitigni: Minnella, Minnellone, Carricante, Nerello Mascalese ( circa 78% uve bianche e 22% uve rosse)
Alcol: 12,5%
Formato: 75 cl
Tipologia: Rosato macerato in anfora, senza solforosa aggiunta
Vinificazione e Affinamento: Fermentazione spontanea in anfora di terracotta con macerazione sulle bucce per circa 5 mesi, affinamento in damigiane di vetro (dati delle annate 2019-2021, da confermare per la 2018)
Abbinamenti: Crudi e zuppe di pesce, crostacei, carciofi, verdure selvatiche, formaggi di media stagionatura

Il produttore
Nato nel 2013 da un piccolo vigneto in contrada Crasà, sulle pendici nord dell’Etna, SRC è il progetto di Rori, Cinzia e Sandra Parasiliti. Lavorano solo vigne storiche, spesso centenarie e ad alberello, intervenendo il meno possibile in vigna e in cantina.

Il vino
Il WAW Come Prima nasce dal Progetto WAW, ideato da Luca Gargano di Triple A insieme alle fotografe giapponesi Keiko Kato e Maika Masuko. L’idea è fare vino “come prima”, come mille anni fa, quando esistevano solo l’uva, l’anfora e la mano dell’uomo. Tutti i produttori del progetto seguono lo stesso metodo: raccolta a mano, uve bianche e rosse insieme, vinificazione in anfora a grappolo intero e macerazione fino alla fine della fermentazione, senza nessun intervento. L’etichetta è uguale per tutti: cambia solo il nome del produttore, e al centro c’è un’antica lettera fenicia che si pronunciava proprio “WAW”.

La versione di SRC nasce da una selezione di grappoli da vigne di circa 60 anni, su suoli vulcanici sabbiosi e sassosi. Ai bianchi Minnella e Carricante si unisce una piccola parte di Nerello Mascalese, che dona struttura e tannino. Dopo circa cinque mesi sulle bucce in anfora, il vino riposa in damigiane di vetro. La produzione è di appena 300 bottiglie circa.

Note di degustazione
Vista: rosa antico intenso con riflessi ramati e aranciati, leggermente velato.
Naso: profondo e territoriale, con agrumi canditi, frutti rossi maturi e scorza d’arancia. Seguono erbe aromatiche, note iodate e minerali di pietra vulcanica e una leggera sfumatura di frutta secca, segno di qualche anno di evoluzione in bottiglia.
Bocca: sapida, minerale, quasi salata, con un’acidità ancora viva e il tannino del Nerello che dona struttura. Il vino non è più giovanissimo ma resta energico, dinamico e mai banale. Il finale è lungo e salino.

Abbinamenti
Ottimo con crudi e zuppe di pesce, crostacei, carciofi e verdure selvatiche, formaggi di media stagionatura. Regge bene anche piatti di carne bianca e cucina speziata.

Servizio
Servire a 12-14 °C in un calice ampio, da bianchi strutturati.