Pasetti – Testarossa Trebbiano d’Abruzzo Superiore 2021

€22.00

12 disponibili

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Descrizione

Annata: 2021
Denominazione: Trebbiano d’Abruzzo Superiore DOP (da confermare in etichetta)
Vitigni: Trebbiano Abruzzese 100%
Alcol: 13,5%
Formato: 0,75 l
Tipologia: Bianco
Vinificazione e Affinamento: Vendemmia manuale a metà settembre, pressatura soffice e decantazione statica del mosto. Fermentazione per il 90% in acciaio e per il 10% in barrique. Affinamento in acciaio sulle fecce fini per alcuni mesi, poi in bottiglia
Abbinamenti: Zuppe di pesce, pesce al forno, risotti al tartufo, lasagna in bianco, carni bianche

Il produttore
Le radici della famiglia Pasetti affondano nell’epoca borbonica, quando Silvestro Pasetti, trisavolo dell’attuale titolare Mimmo, acquistò terreni a Francavilla al Mare dal Marchese Farina e li piantò a vigna. Dopo la fillossera la famiglia riprese l’attività come produttrice e commerciante di uve, per poi iniziare a vinificarle negli anni Cinquanta. Negli anni Sessanta nonno Franco aprì uno dei primi punti vendita diretti a chilometro zero. La vera svolta arrivò con la scelta di portare la viticoltura in montagna, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, tra Pescosansonesco e Capestrano. Oggi i vigneti si estendono per circa 60 ettari tra forti escursioni termiche, vento costante e suoli che vanno dall’argilloso-calcareo al ciottoloso-sabbioso. Si coltivano solo vitigni autoctoni: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino e Passerina. Mimmo guida l’azienda con i tre figli: Francesca Rachele segue l’amministrazione, Massimo l’export e Davide, enologo, la produzione. I vini sono certificati SQNPI per la produzione integrata e l’azienda è in conversione al biologico. Il motto di famiglia riassume bene la filosofia: il vino non è una scienza esatta, ma un’esperienza di vita.

Il vino
Il Trebbiano fa parte della storica linea Testarossa, nata per celebrare le donne dai capelli rossi della famiglia Pasetti. Nasce a Capestrano, a 450 metri di altitudine, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Qui le forti escursioni termiche tra giorno e notte preservano l’acidità naturale delle uve e ne esaltano i profumi, mentre il suolo ciottoloso-sabbioso, molto drenante, dona al vino una spiccata mineralità. Le uve, raccolte a mano in piccole cassette verso la metà di settembre, vengono pressate in modo soffice; il mosto si chiarifica per decantazione naturale. La fermentazione avviene per la maggior parte in acciaio e per una piccola quota in barrique, che aggiunge complessità e rotondità senza togliere eleganza. Segue un affinamento di alcuni mesi in acciaio sulle fecce fini e un ulteriore periodo in bottiglia. È un Trebbiano pensato per durare: secondo la cantina dà il meglio di sé dopo tre o quattro anni dalla vendemmia, quando l’evoluzione porta in primo piano note balsamiche, tostate e minerali.

Note di degustazione
Vista: giallo dorato brillante.
Naso: intenso e articolato, con agrumi e frutta a polpa gialla come pesca e albicocca, una caratteristica sfumatura di pietra focaia e, con gli anni in bottiglia, delicati accenni di miele e di erbe aromatiche.
Bocca: sapida e minerale, con una freschezza ancora ben viva a dare slancio. Il sorso è avvolgente e rotondo, di buona struttura e persistenza, e chiude con un finale leggermente ammandorlato.

Abbinamenti
Si sposa molto bene con zuppe e brodetti di pesce, pesce al forno e risotti, anche al tartufo. Grazie alla sua struttura accompagna anche una lasagna in bianco e le carni bianche.

Servizio
Servire a 10–12 °C in un calice di media ampiezza. Secondo me conviene aprirlo una mezz’ora prima di servirlo. La cantina consiglia anche di lasciar riposare la bottiglia qualche giorno dopo la consegna.