Il produttore
Tormaresca nasce nel 1998 dalla scelta della famiglia Antinori di investire in Puglia, una regione in cui Piero Antinori e l’enologo Renzo Cotarella avevano intravisto un grande potenziale ancora inespresso. Da metà degli anni Novanta i due avevano studiato le uve antiche di queste terre, alcune arrivate qui dai tempi della Magna Grecia, convinti che fossero pronte a dare grandi vini. L’obiettivo è da sempre valorizzare i vitigni autoctoni pugliesi, come Primitivo, Negroamaro e Fiano, in quello che Piero Antinori ama definire un vero “Rinascimento” dei terroir locali. L’azienda ha vigne e cantine in due zone molto diverse. Nell’Alto Salento c’è Masseria Maìme, a San Pietro Vernotico, con la sua moderna cantina circondata da campi, boschi e ulivi secolari, a cui si affianca la Tenuta Carrubo, nella DOC di Manduria. Nella Murgia barese c’è la Tenuta Bocca di Lupo, a Minervino Murge, nell’area di Castel del Monte. Qui i terreni sono calcareo-tufacei e il territorio è carsico, quasi lunare, con stagioni lunghe e forti escursioni termiche.
Il vino
Il Kaloro è il vino dolce di Tormaresca. Nasce dalle uve Moscato della Tenuta Bocca di Lupo, coltivate in agricoltura biologica sui terreni tufacei della Murgia. Le uve vengono raccolte a piena maturazione e lasciate appassire al sole in cassette per circa due settimane, come vuole la tradizione: un passaggio che concentra zuccheri e profumi, regalando note di miele e confettura. Dopo la diraspatura e una pressatura soffice, il mosto fermenta a temperatura controllata. Il vino affina poi per circa un anno in acciaio e riposa ancora a lungo in bottiglia prima dell’uscita. Il nome della denominazione, Moscato di Trani Dolce Naturale, indica un vino dolce ottenuto senza aggiunta di alcol: tutta la dolcezza viene dall’uva.
Note di degustazione
Vista: oro antico con riflessi ambrati.
Naso: intenso e avvolgente, con scorza d’arancia candita, albicocca secca, miele di fiori e frutta candita, su sfumature di mandorla e torrone. Gli anni in bottiglia hanno aggiunto delicati richiami di frutta secca e caramello.
Bocca: morbida e armoniosa, con una dolcezza ben bilanciata da una freschezza ancora viva e da una piacevole sapidità. Il finale è lungo, su ritorni di albicocca, miele e agrumi canditi. Un Moscato che mostra con eleganza il tempo trascorso, conservando intatta la sua piacevolezza.
Abbinamenti
Ottimo con pasticceria secca, crostate di frutta e dolci a base di mandorle, come i biscotti e i dolci della tradizione pugliese. Da provare con formaggi erborinati, o da solo, come vino da meditazione.
Servizio
Servire a 10–12 °C in un piccolo calice da vino dolce. Con qualche anno sulle spalle, secondo me è bene aprirlo un attimo prima