Il produttore
Il Domaine Michel Magnien ha sede a Morey-Saint-Denis, nel cuore della Côte de Nuits, ed è oggi guidato dalla quinta generazione della famiglia. Tutto parte dai 4 ettari di Bernard Magnien. Dal 1967 al 1991 il figlio Michel, con la moglie Dominique, acquista parcelle prestigiose come i Grand Cru Clos de la Roche e Clos Saint-Denis. Nel 1993 entra in azienda Frédéric, che convince il padre a imbottigliare tutto il raccolto, fino ad allora conferito in parte alla cooperativa del paese. Oggi la proprietà conta circa 19 ettari divisi tra Grand Cru, Premier Cru, Village e AOC regionali. Il Domaine è in biologico dal 2008, certificato Ecocert dal 2012, e poi certificato in biodinamica da Demeter. Ogni lavorazione segue il ciclo lunare, filosofia che la cantina chiama “Bio-Lunaire”. Frédéric ha introdotto anche l’affinamento di parte dei vini in giare di terracotta e ceramica, per preservare al massimo la purezza del frutto.
Il vino
Il nome Seuvrées viene dal latino separatas: indica terre “separate” dal confine tra i comuni di Gevrey e Morey. È uno dei climat di riferimento del Domaine. La parcella si trova a sud del villaggio di Gevrey-Chambertin, proprio sotto i Grand Cru Mazoyères e Charmes-Chambertin. È esposta a levante, con una pendenza dolcissima, su suoli argilloso-calcarei ricchi di ghiaia e ciottoli, formati dagli ultimi depositi scesi dalla Combe Grisard. Le vigne di Pinot Nero hanno oltre 60 anni. Le uve, raccolte a mano, fermentano in acciaio con follature manuali. Il vino matura poi in barrique di rovere francese, in piccola parte nuove. Il 2013 è un’annata fresca e tardiva in Borgogna, che ha dato vini di grande equilibrio e longevità. Il Guide Hachette 2016 l’ha premiata con una stella, sottolineandone la vocazione all’invecchiamento.
Note di degustazione
Vista: rosso granato profondo, con lievi riflessi aranciati sull’unghia.
Naso: complesso ed evoluto. Frutti neri maturi come mora, ciliegia nera e prugna si fondono con violetta appassita, spezie dolci, sottobosco e terra calda. Chiudono note tostate di caffè e un tocco di cuoio.
Bocca: fresca ed equilibrata, con tannini fini e ormai fusi. Il frutto è ancora integro, sostenuto da una bella vena acida, fino a un finale lungo e setoso che rivela tutta la qualità delle vecchie vigne.
Abbinamenti
Il Domaine lo consiglia con un tournedos di manzo. Si sposa molto bene anche con filetto, anatra arrosto, piccione e selvaggina da piuma, oltre che con piatti a base di funghi porcini e tartufo.
Servizio
Servire a 16 °C in un calice ampio da Borgogna. Secondo il nostro gusto, conviene stapparlo almeno un’oraprima dell’assaggio, versando con delicatezza per lasciare l’eventuale deposito sul fondo.