Valle Reale – Montepulciano d’Abruzzo Vigneto di Popoli 2016

€49.00

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Descrizione

Annata: 2016
Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo DOC
Vitigni: Montepulciano 100%
Alcol:
Formato: 0,75 l
Tipologia: Vino rosso
Vinificazione e Affinamento: Vendemmia manuale tardiva, fermentazione spontanea con lieviti indigeni, macerazione sulle bucce di circa 10 giorni, affinamento in legno (tipo e tempi da confermare) e lunga sosta in bottiglia
Abbinamenti: Agnello e capretto al forno, brasati, selvaggina, timballo abruzzese, formaggi

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Il produttore
Valle Reale nasce nel cuore montuoso e selvaggio dell’Abruzzo, tra le province di Pescara e L’Aquila. È il punto in cui si incontrano tre grandi aree protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a nord, il Parco Nazionale della Majella a sud e il Parco Regionale Sirente-Velino a nord-ovest. È una terra di inverni rigidi ed estati calde, di boschi di querce e pini. Qui vivono il lupo appenninico, l’orso bruno marsicano e il camoscio, e a pochi passi dalle vigne sgorgano le sorgenti del fiume Pescara.

La storia comincia nel 1998, quando la famiglia Pizzolo decide di recuperare un vecchio vigneto di Montepulciano d’Abruzzo trovato all’interno della proprietà, nella vallata vicino a Popoli. Spinta da una passione per l’agricoltura tramandata da generazioni, la famiglia avvia con il Prof. Leonardo Valenti dell’Università di Milano uno studio sulle origini del vitigno. La ricerca porta a individuare le testimonianze più antiche del Montepulciano proprio nelle zone montane intorno a Valle Reale. Il vecchio vigneto a pergola abruzzese, recuperato e riportato in produzione, è diventato il primo cru dell’azienda, il Vigneto San Calisto. È anche il “padre” di tutte le vigne di Valle Reale: dalle sue piante migliori sono state prelevate le gemme di Montepulciano di montagna usate per i nuovi impianti.

Oggi l’azienda, guidata da Leonardo Pizzolo, conta circa 46 ettari tra i comuni di Popoli (PE), all’imbocco della Valle Peligna, e Capestrano (AQ), affacciato sulla Piana di Ofena. I vigneti si trovano su un altopiano a circa 350 metri, esposti a sud-est e circondati dalle montagne come in un anfiteatro. Sono suddivisi in parcelle che l’azienda tratta come veri cru: Vigneto di Popoli, San Calisto, Sant’Eusanio, Vigna di Capestrano e Vigna del Convento. I suoli sono magri e ciottolosi, ricchi di sassi di piccola e media pezzatura. Il microclima è montano, con forti escursioni termiche tra giorno e notte che preservano profumi e freschezza delle uve. A Popoli le correnti fredde che scendono dal Gran Sasso rallentano la maturazione, tanto che il Montepulciano si vendemmia spesso ai primi di novembre. A Capestrano, sulla Piana di Ofena detta “il forno d’Abruzzo”, il caldo estivo anticipa la raccolta di due o tre settimane.

In vigna Valle Reale segue un’agricoltura biologica ispirata ai principi biodinamici, affiancata da un orto biodinamico che arricchisce la biodiversità aziendale. In cantina la filosofia è lasciare alla natura il compito di definire il carattere dei vini. Dal 2007 tutte le vinificazioni avvengono esclusivamente con lieviti indigeni e fermentazioni spontanee, avviate con la tecnica del pied de cuve. Questa tecnica è stata perfezionata grazie all’esperienza di Enrico Antonioli, artigiano della vigna formatosi in Borgogna. Il risultato sono Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo dal profilo fresco e verticale, lontani dai cliché regionali, capaci di raccontare con autenticità un territorio di montagna unico.

Il vino
Il Vigneto di Popoli dimostra che l’altopiano di Valle Reale è da secoli un luogo di vino. Una parte dei filari si stende davanti ai ruderi di una grotta-cantina del Trecento, dove i monaci benedettini scendevano dal convento di San Benedetto in Perillis a fare e conservare il loro vino. I filari guardano a sud-est verso la Majella e il Morrone, protetti a ovest da un fitto bosco di querce, a circa 350 metri di altitudine, su suoli calcarei, argillosi e ciottolosi. L’annata 2016 è stata segnata da una violenta gelata ad aprile. La storica pergola di Popoli ha però resistito meglio delle viti a spalliera, e l’estate calda ha portato il Montepulciano alla piena maturità fenolica. Le uve si raccolgono a mano, fermentano spontaneamente con lieviti indigeni e macerano sulle bucce per circa dieci giorni. Il vino affina poi in legno e a lungo in bottiglia. Ne sono state prodotte 34.620 bottiglie, per un vino di struttura e complessità aromatica, nato per evolvere nel tempo.

Note di degustazione
Vista: rosso rubino profondo con delicati riflessi granati, segno di un’evoluzione armoniosa.
Naso: ampio e complesso, con prugna e ciliegia mature, frutti di bosco scuri e viola appassita. Seguono note di spezie dolci, liquirizia, erbe aromatiche, sottobosco e un tocco balsamico.
Bocca: piena e setosa, con un frutto ancora vivo, tannini fini e ormai ben integrati, sostenuti da una freschezza che dà slancio al sorso. Il finale è lungo, sapido e speziato, con una piacevole vena minerale.

Abbinamenti
Perfetto con agnello e capretto al forno, brasati e stufati di manzo, selvaggina, timballo abruzzese e formaggi stagionati come il pecorino di Farindola.

Servizio
Temperatura 16–18 °C, in un calice ampio da rossi strutturati.