Valle Reale – Montepulciano d’Abruzzo Vigneto Sant’Eusanio 2021

€39.00

10 disponibili

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Descrizione

Annata: 2021
Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo DOC
Vitigni: Montepulciano 100%
Alcol: 13,5%
Formato: 0,75 l
Tipologia: Vino rosso
Vinificazione e Affinamento: Fermentazione spontanea con lieviti indigeni, affinamento in acciaio e tonneau, imbottigliato senza filtrazione
Abbinamenti: Salumi, primi al ragù bianco o ai funghi, agnello, arrosti di carni bianche, formaggi di media stagionatura

Il produttore
Valle Reale nasce nel cuore montuoso e selvaggio dell’Abruzzo, tra le province di Pescara e L’Aquila. È il punto in cui si incontrano tre grandi aree protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a nord, il Parco Nazionale della Majella a sud e il Parco Regionale Sirente-Velino a nord-ovest. È una terra di inverni rigidi ed estati calde, di boschi di querce e pini. Qui vivono il lupo appenninico, l’orso bruno marsicano e il camoscio, e a pochi passi dalle vigne sgorgano le sorgenti del fiume Pescara.

La storia comincia nel 1998, quando la famiglia Pizzolo decide di recuperare un vecchio vigneto di Montepulciano d’Abruzzo trovato all’interno della proprietà, nella vallata vicino a Popoli. Spinta da una passione per l’agricoltura tramandata da generazioni, la famiglia avvia con il Prof. Leonardo Valenti dell’Università di Milano uno studio sulle origini del vitigno. La ricerca porta a individuare le testimonianze più antiche del Montepulciano proprio nelle zone montane intorno a Valle Reale. Il vecchio vigneto a pergola abruzzese, recuperato e riportato in produzione, è diventato il primo cru dell’azienda, il Vigneto San Calisto. È anche il “padre” di tutte le vigne di Valle Reale: dalle sue piante migliori sono state prelevate le gemme di Montepulciano di montagna usate per i nuovi impianti.

Oggi l’azienda, guidata da Leonardo Pizzolo, conta circa 46 ettari tra i comuni di Popoli (PE), all’imbocco della Valle Peligna, e Capestrano (AQ), affacciato sulla Piana di Ofena. I vigneti si trovano su un altopiano a circa 350 metri, esposti a sud-est e circondati dalle montagne come in un anfiteatro. Sono suddivisi in parcelle che l’azienda tratta come veri cru: Vigneto di Popoli, San Calisto, Sant’Eusanio, Vigna di Capestrano e Vigna del Convento. I suoli sono magri e ciottolosi, ricchi di sassi di piccola e media pezzatura. Il microclima è montano, con forti escursioni termiche tra giorno e notte che preservano profumi e freschezza delle uve. A Popoli le correnti fredde che scendono dal Gran Sasso rallentano la maturazione, tanto che il Montepulciano si vendemmia spesso ai primi di novembre. A Capestrano, sulla Piana di Ofena detta “il forno d’Abruzzo”, il caldo estivo anticipa la raccolta di due o tre settimane.

In vigna Valle Reale segue un’agricoltura biologica ispirata ai principi biodinamici, affiancata da un orto biodinamico che arricchisce la biodiversità aziendale. In cantina la filosofia è lasciare alla natura il compito di definire il carattere dei vini. Dal 2007 tutte le vinificazioni avvengono esclusivamente con lieviti indigeni e fermentazioni spontanee, avviate con la tecnica del pied de cuve. Questa tecnica è stata perfezionata grazie all’esperienza di Enrico Antonioli, artigiano della vigna formatosi in Borgogna. Il risultato sono Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo dal profilo fresco e verticale, lontani dai cliché regionali, capaci di raccontare con autenticità un territorio di montagna unico.

Il vino
Sant’Eusanio è un piccolo giardino di vigne di circa 2 ettari, circondato da boschi di pini. Si trova a quasi 500 metri di altitudine, nel punto più alto di tutta Valle Reale. Le viti sono state piantate nel 2002 su un terreno magro e ciottoloso. A differenza degli altri vigneti di Popoli, Sant’Eusanio guarda a nord e registra le temperature notturne più basse della valle. Queste condizioni estreme danno vita a un Montepulciano di montagna senza compromessi, giocato su acidità, tensione e freschezza, all’opposto dei Montepulciano corposi e strutturati delle zone costiere. Per la sua finezza c’è chi lo accosta a un Pinot Noir. La fermentazione è spontanea con lieviti indigeni. Il vino affina in acciaio e tonneau e viene imbottigliato senza filtrazione.

Note di degustazione
Vista: rosso rubino brillante, di media intensità.
Naso: intenso e speziato, con lampone nero, ciliegia, piccoli frutti di bosco e chiodi di garofano. Seguono toni di salvia, rosmarino, cuoio e un tocco di terra.
Bocca: setosa e vibrante, con frutti rossi e blu maturi sostenuti da una vena sapida e minerale. Il tannino è fine e delicato, il finale lungo, fresco e speziato.

Abbinamenti
Ideale con salumi artigianali, primi con ragù bianco o di funghi, agnello alla brace, arrosti di carni bianche e formaggi di media stagionatura. Ottimo anche con gli arrosticini.

Servizio
Temperatura 16–18 °C, in un calice ampio da rossi fini, tipo borgognotta.