Pasetti – Testarossa Cerasuolo d’Abruzzo Superiore 2024

€22.00

18 disponibili

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Descrizione

Annata: 2024
Denominazione: Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOP, sottozona Terre Aquilane
Vitigni: Montepulciano 100%
Alcol: 14%
Formato: 0,75 l
Tipologia: Cerasuolo (rosato)
Vinificazione e Affinamento: Vendemmia a fine settembre. Macerazione fermentativa parziale, con circa il 20% delle bucce, malolattica sul 50% della massa. Affinamento in acciaio sulle fecce fini per alcuni mesi, poi in bottiglia
Abbinamenti: Pallotte cacio e uova, zuppe di pesce, carni bianche, salumi, Canestrato stagionato

Il produttore
Le radici della famiglia Pasetti affondano nell’epoca borbonica, quando Silvestro Pasetti, trisavolo dell’attuale titolare Mimmo, acquistò terreni a Francavilla al Mare dal Marchese Farina e li piantò a vigna. Dopo la fillossera la famiglia riprese l’attività come produttrice e commerciante di uve, per poi iniziare a vinificarle negli anni Cinquanta. Negli anni Sessanta nonno Franco aprì uno dei primi punti vendita diretti a chilometro zero. La vera svolta arrivò con la scelta di portare la viticoltura in montagna, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, tra Pescosansonesco e Capestrano. Oggi i vigneti si estendono per circa 60 ettari tra forti escursioni termiche, vento costante e suoli che vanno dall’argilloso-calcareo al ciottoloso-sabbioso. Si coltivano solo vitigni autoctoni: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino e Passerina. Mimmo guida l’azienda con i tre figli: Francesca Rachele segue l’amministrazione, Massimo l’export e Davide, enologo, la produzione. I vini sono certificati SQNPI per la produzione integrata e l’azienda è in conversione al biologico. Il motto di famiglia riassume bene la filosofia: il vino non è una scienza esatta, ma un’esperienza di vita.
Il vino

Il Cerasuolo è la versione più giovane e immediata della storica linea Testarossa, dedicata alle donne dai capelli rossi della famiglia Pasetti. Nasce da uve Montepulciano coltivate a Capestrano, a 450 metri di altitudine, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Qui le forti escursioni termiche tra giorno e notte preservano l’acidità naturale delle uve e ne arricchiscono i profumi, mentre il suolo ciottoloso-sabbioso, molto drenante, dona al vino mineralità e sapidità. In cantina il mosto resta a contatto solo con una parte delle bucce, circa il 20%: quanto basta per il tipico colore cerasuolo, senza un eccesso di tannini. La malolattica si svolge solo su metà del vino, per unire complessità e freschezza. L’affinamento avviene in acciaio sulle fecce fini per alcuni mesi, a cui segue un periodo in bottiglia.

Note di degustazione
Vista: rosa cerasuolo intenso e brillante.
Naso: vivace e fragrante, con spiccate note di frutta rossa fresca, fragola e ciliegia.
Bocca: equilibrata e scorrevole. La freschezza e una netta mineralità si fondono con una struttura morbida, quasi vellutata. Il finale è pulito e sapido, di quelli che invitano al sorso successivo.

Abbinamenti
Molto versatile: perfetto con le pallotte cacio e uova della tradizione abruzzese, con carni bianche alla griglia, zuppe e brodetti di pesce, salumi e pizza. Sorprendente con un Canestrato stagionato. Ottimo anche come aperitivo.

Servizio
Servire fresco, a 10–12 °C, in un calice da bianchi o da rosati di medio corpo.