Valle Reale – Trebbiano d’Abruzzo Vigna del Convento di Capestrano 2021

€55.00

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Descrizione

Annata: 2021
Denominazione: Trebbiano d’Abruzzo DOC
Vitigni: Trebbiano abruzzese 100%
Alcol:
Formato: 0,75 l
Tipologia: Vino bianco
Vinificazione e Affinamento: Vendemmia manuale, fermentazione spontanea con lieviti indigeni, affinamento da confermare
Abbinamenti: Crudi e piatti di pesce importanti, risotti, carni bianche, formaggi a pasta morbida

Il produttore
Valle Reale nasce nel cuore montuoso e selvaggio dell’Abruzzo, tra le province di Pescara e L’Aquila. È il punto in cui si incontrano tre grandi aree protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a nord, il Parco Nazionale della Majella a sud e il Parco Regionale Sirente-Velino a nord-ovest. È una terra di inverni rigidi ed estati calde, di boschi di querce e pini. Qui vivono il lupo appenninico, l’orso bruno marsicano e il camoscio, e a pochi passi dalle vigne sgorgano le sorgenti del fiume Pescara.

La storia comincia nel 1998, quando la famiglia Pizzolo decide di recuperare un vecchio vigneto di Montepulciano d’Abruzzo trovato all’interno della proprietà, nella vallata vicino a Popoli. Spinta da una passione per l’agricoltura tramandata da generazioni, la famiglia avvia con il Prof. Leonardo Valenti dell’Università di Milano uno studio sulle origini del vitigno. La ricerca porta a individuare le testimonianze più antiche del Montepulciano proprio nelle zone montane intorno a Valle Reale. Il vecchio vigneto a pergola abruzzese, recuperato e riportato in produzione, è diventato il primo cru dell’azienda, il Vigneto San Calisto. È anche il “padre” di tutte le vigne di Valle Reale: dalle sue piante migliori sono state prelevate le gemme di Montepulciano di montagna usate per i nuovi impianti.

Oggi l’azienda, guidata da Leonardo Pizzolo, conta circa 46 ettari tra i comuni di Popoli (PE), all’imbocco della Valle Peligna, e Capestrano (AQ), affacciato sulla Piana di Ofena. I vigneti si trovano su un altopiano a circa 350 metri, esposti a sud-est e circondati dalle montagne come in un anfiteatro. Sono suddivisi in parcelle che l’azienda tratta come veri cru: Vigneto di Popoli, San Calisto, Sant’Eusanio, Vigna di Capestrano e Vigna del Convento. I suoli sono magri e ciottolosi, ricchi di sassi di piccola e media pezzatura. Il microclima è montano, con forti escursioni termiche tra giorno e notte che preservano profumi e freschezza delle uve. A Popoli le correnti fredde che scendono dal Gran Sasso rallentano la maturazione, tanto che il Montepulciano si vendemmia spesso ai primi di novembre. A Capestrano, sulla Piana di Ofena detta “il forno d’Abruzzo”, il caldo estivo anticipa la raccolta di due o tre settimane.

In vigna Valle Reale segue un’agricoltura biologica ispirata ai principi biodinamici, affiancata da un orto biodinamico che arricchisce la biodiversità aziendale. In cantina la filosofia è lasciare alla natura il compito di definire il carattere dei vini. Dal 2007 tutte le vinificazioni avvengono esclusivamente con lieviti indigeni e fermentazioni spontanee, avviate con la tecnica del pied de cuve. Questa tecnica è stata perfezionata grazie all’esperienza di Enrico Antonioli, artigiano della vigna formatosi in Borgogna. Il risultato sono Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo dal profilo fresco e verticale, lontani dai cliché regionali, capaci di raccontare con autenticità un territorio di montagna unico.

Il vino
La vigna di Capestrano si trova nella Piana di Ofena, a pochi chilometri da Popoli in direzione L’Aquila. È una terra nota per la necropoli del VI–V secolo a.C., da cui proviene la celebre statua del Guerriero di Capestrano. Qui nel 2003 sono stati piantati Montepulciano e Trebbiano abruzzese, su suoli ricchi di scheletro ma più argillosi di quelli di Popoli. Tra i filari di Trebbiano c’è una parcella di un ettaro, su un terreno a schiena d’asino, proprio sopra una delle sorgenti purissime che danno vita al fiume Tirino, uno dei più puliti d’Europa. L’ambiente intatto della sorgente, ricco di piante acquatiche, arbusti, fiori e vegetazione spontanea, ospita una grande biodiversità. Attraverso i lieviti indigeni, questa biodiversità imprime al vino un profilo aromatico inconfondibile. Da queste uve è partita la ricerca di Valle Reale sulle vinificazioni sperimentali, che ha portato l’azienda a scegliere la strada delle fermentazioni spontanee.

Note di degustazione
Vista: giallo paglierino intenso e luminoso, con riflessi dorati.
Naso: sottile ed elegante, con mela gialla, limone maturo, fiori di campo, erbe aromatiche, sentori di pietra calcarea e un tocco di mandorla fresca.
Bocca: setosa, quasi oleosa, bilanciata da agrumi croccanti e da una decisa vena minerale. L’acidità vivace dà tensione al sorso e accompagna un finale lungo, in cui la complessità si svela poco a poco. Un Trebbiano che sussurra più che gridare.

Abbinamenti
Ideale con crudi di mare, pesce al forno o in guazzetto, risotti, carni bianche, formaggi a pasta morbida e piatti a base di verdure di stagione.

Servizio
Temperatura 12–14 °C, in un calice ampio da bianchi strutturati.