Il produttore
La Stoppa si trova a Rivergaro, in Val Trebbia, sulle prime colline piacentine, ed è una delle realtà più autorevoli del vino naturale italiano. Nasce nella seconda metà dell’Ottocento, quando l’avvocato Giancarlo Ageno avvia qui una produzione di vini da lungo invecchiamento, soprattutto da vitigni francesi. Nel 1973 la tenuta viene acquistata da Raffaele e Angela Pantaleoni. Dal 1991 la conduce la figlia Elena, affiancata da Giulio Armani, in azienda dal 1980. Insieme reimpiantano i vigneti con le varietà del territorio (Barbera, Croatina e Malvasia di Candia Aromatica) e convertono l’azienda al biologico, certificato dal 2008.
La tenuta conta 58 ettari, 30 di vigna e 28 di bosco, su argille rosse antiche, ricche di ferro e povere di azoto, che danno rese basse e uve di grande carattere. I lavori in vigna si fanno tutti a mano. In cantina la fermentazione è spontanea, a temperatura ambiente e senza solforosa. Seguono lunghe macerazioni e pazienti affinamenti in botti di rovere e in bottiglia. I vini escono solo quando sono pronti, spesso molti anni dopo la vendemmia.
Il vino
Il Macchiona è il rosso simbolo della cantina e prende il nome da un vecchio casale tra le vigne. La 2010 segna anche un passaggio simbolico: è la prima annata imbottigliata nella borgognotta, che sostituisce la bordolese. Elena Pantaleoni la considera, insieme alla 2009, una delle espressioni più riuscite del vino, più tesa ed elegante della sorella. Barbera e Croatina in parti uguali, dalle vigne più vecchie della tenuta su suoli limosi e argillosi, vengono raccolte a mano e fermentano spontaneamente in tini di acciaio e cemento, con una macerazione di 40 giorni. Il vino affina poi a lungo in botti di rovere da 15, 20 e 40 ettolitri e viene imbottigliato senza filtrazione e con solfiti minimi, prima di un lungo riposo in bottiglia.
Note di degustazione
Vista: rosso rubino profondo con riflessi granati, che raccontano un’evoluzione lenta e armoniosa.
Naso: fine e preciso, con ciliegia e piccoli frutti rossi, rosa appassita, spezie, note balsamiche e un leggero tocco di sottobosco.
Bocca: tesa e slanciata, meno calda della 2009, con un’acidità vibrante e tannini ormai levigati. Il finale è lungo e sapido. Un vino maturo ma ancora dinamico, elegante e di grande bevibilità.
Abbinamenti
Perfetto con arrosti di carne rossa e bianca, cacciagione da piuma, piatti a base di funghi e formaggi stagionati.
Servizio
Servire a 16-18 °C in un calice ampio.