Il produttore
Banfi nasce nel 1978 a Montalcino dalla visione dei fratelli italoamericani John e Harry Mariani. Con l’enologo Ezio Rivella trasformano le terre acquistate in Toscana in un’azienda all’avanguardia. In seguito acquistano anche il Castello di Poggio alle Mura, oggi cuore della tenuta. Banfi ha avuto un ruolo decisivo nel far conoscere il Brunello di Montalcino nel mondo, grazie a una ricerca continua sul Sangiovese: dalla zonazione dei vigneti, avviata nel 1980, alla selezione clonale iniziata due anni dopo. Già nel 1979 la famiglia Mariani rileva la storica casa vinicola Bruzzone di Strevi e dà vita a Banfi Piemonte. Oggi conta circa 50 ettari tra Novi Ligure e Acqui Terme, con una vocazione speciale per le bollicine di qualità. Nel 1990 Banfi è tra le sette case storiche che avviano il progetto per il Metodo Classico piemontese, da cui nascerà la denominazione Alta Langa. Nelle cantine sotterranee di Strevi le bottiglie riposano a lungo sui lieviti e vengono ancora girate a mano sulle pupitre, unendo tradizione e innovazione.
Il vino
La Cuvée Aurora Riserva 100 Mesi è il fiore all’occhiello di Banfi Piemonte e la sua espressione più alta. Nasce da un assemblaggio di Pinot Nero (85%) e Chardonnay (15%), da uve scelte e raccolte a mano nei vigneti collinari dell’Alta Langa, tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria. I terreni sono marnoso-calcarei con una piccola parte di argilla. Il 2010 è stato un anno di forti nevicate in inverno e di primavera piovosa, seguite da un’estate regolare. Fine agosto e settembre asciutti, con buone escursioni termiche tra giorno e notte, hanno regalato una vendemmia di ottimo livello. Dopo la prima fermentazione in acciaio, il vino rifermenta in bottiglia secondo il Metodo Classico e riposa sui lieviti per almeno cento mesi. Seguono il remuage manuale su pupitre e la sboccatura à la glace, senza alcun dosaggio. Viene prodotto solo in Magnum e confezionato in un elegante astuccio. Nel 2020 questa annata ha ricevuto la medaglia d’oro e il trofeo come miglior spumante italiano all’International Wine Challenge.
Note di degustazione
Vista: giallo carico e intenso, perlage molto fine e persistente.
Naso: intenso e profondo, segnato dal lungo affinamento. Si apre su scorza d’agrume candita e nocciola tostata, poi evolve verso brioche, frutta secca, vaniglia e un tocco di anice stellato.
Bocca: austera ed elegante, di grande struttura, con una freschezza ancora viva. La spiccata sapidità accompagna un finale lunghissimo, che ricorda un grande spumante d’annata ancora in ottima forma e con incredibile freschezza.
Abbinamenti
Ottimo come aperitivo importante, dà il meglio a tavola con piatti di pesce crudi e cotti dalle preparazioni complesse. Ideale con crostacei, primi al tartufo, flan di verdure e fonduta, ma anche con salumi pregiati e formaggi stagionati.
Servizio
Servire a 8–10 °C in un calice a tulipano ampio, che ne valorizza la complessità.