Il produttore
Le Cantine Florio nascono nel 1833 a Marsala, sul lungomare della Sicilia occidentale, per volontà di Vincenzo Florio, imprenditore di origine calabrese, deciso a sfidare il predominio dei mercanti inglesi che da qualche decennio avevano fatto conoscere il Marsala nel mondo. Fu l’inizio di una grande dinastia: oltre al vino, i Florio fondarono una compagnia di navigazione a vapore e diedero vita alla leggendaria corsa automobilistica Targa Florio, nata nel 1906 sulle Madonie. Le loro navi ebbero un ruolo anche nella storia d’Italia, legandosi allo sbarco dei Mille di Garibaldi a Marsala nel 1860. Alla fine dell’Ottocento la famiglia acquistò la storica ditta Woodhouse, riportando in mani italiane gran parte della produzione di Marsala. Le cantine storiche, costruite in pietra di tufo affacciata sul mare, sono un luogo unico: più di 3.000 contenitori in rovere, alcuni centenari, riposano in ambienti dove la vicinanza del mare mantiene l’aria fresca e umida, lasciando un’impronta sul carattere dei vini. Oggi Florio fa parte del gruppo che comprende anche Duca di Salaparuta e resta uno dei nomi più autorevoli del Marsala, dal VecchioFlorio alle grandi riserve come Targa Riserva 1840 e Donna Franca.
Il vino
“Vino” è il primo vino fermo nella lunga storia di Florio. È, in pratica, il vino da cui nasce il Marsala, colto prima che diventi tale: il bianco di Grillo che, con il tempo e la fortificazione, si trasformerebbe nel celebre vino liquoroso. Le uve vengono pressate con decisione in un torchio tradizionale (“pressatura hard”, come recita l’etichetta), per estrarre tutta la materia dalle bucce. Il mosto fermenta in vasche di cemento, dove l’enologo concede al vino piccole e misurate esposizioni all’ossigeno, seguendone l’evoluzione giorno per giorno. Dopo la fermentazione il vino riposa sulle proprie fecce e viene imbottigliato senza filtrazione, conservando un carattere vivo e in continua evoluzione. L’etichetta, scritta a mano come un registro di cantina, ne racconta lo spirito: un vino che segue il ritmo del tempo e del mare.
Note di degustazione
Vista: giallo intenso e vibrante, con una leggera velatura dovuta all’assenza di filtrazione.
Naso: intenso e articolato, con fiori d’arancio e gelsomino, prugna gialla, pesca noce e scorza di limone, su un fondo di erbe essiccate e una netta sensazione salmastra di mare. Una leggera e piacevole nota ossidativa ricorda il legame con il Marsala.
Bocca: ricca, ampia e sapida, con una bella struttura sostenuta da freschezza e mineralità. Il calore è ben integrato e il finale è lungo, su ritorni di agrumi, frutta gialla e salinità.
Abbinamenti
Ottimo con piatti di pesce saporiti, come il cuscus trapanese o il pesce spada, crudi di mare e piatti vegetariani. Si abbina bene anche a carni bianche e formaggi a pasta dura.
Servizio
Servire a 10–12 °C in un calice ampio da bianchi strutturati. Secondo me conviene giusto un po’ prima di servirlo. Essendo non filtrato, è normale trovare un leggero deposito sul fondo.